mercoledì 15 marzo 2017

Oggi si celebra il compleanno di Karl-Otto Apel

Auguri a Karl-Otto Apel

Oggi compie 95 anni



Oggi, 15 marzo 2017, Karl-Otto Apel, grande protagonista della filosofia contemporanea, compie 95 anni. Nato a Düsseldorf (Germania) il 15 marzo 1922, consegue il Dottorato nell’Università di Bonn nel 1950. Nel 1961 ottiene l’abilitazione alla libera docenza nell’Università di Mainz. Come ordinario di Filosofia esercita la docenza dal 1962 al 1969 nell’Università di Kiel; dal 1969 al 1972 nell’Università di Saarbrücken, finché si trasferisce a Francoforte nell’Università “Johann Wolfgang Goethe” in cui è professore emerito dal 1990. Più volte visiting professor in molte università americane e europee, nella sua lunga e prestigiosa carriera è stato insignito di innumerevoli premi e riconoscimenti e ha ricevuto più volte lauree honoris causa.
Il suo itinerario teorico si snoda in un lavoro di trasformazione e al tempo stesso di ricostruzione della filosofia trascendentale in nome di un terzo paradigma della filosofia prima. Questo cambio di rotta consiste nel passaggio dalla filosofia dell’essere (Aristotele) e dalla filosofia del soggetto (Kant) alla filosofia intersoggettiva o dell’argomentazione, nel senso che al posto della centralità dell’essere e della coscienza soggettiva autarchica della ragione subentra l’a priori della comunità della comunicazione in quanto comunità discorsiva. 
L’etica del discorso (o della comunicazione), elaborata insieme a Jürgen Habermas, in relazione alla logica dell’argomentazione e della discussione razionale, discostandosi dalle ontologie metafisiche del passato e dalle metafisiche del soggetto della modernità, viene configurata da Apel come terzo paradigma della filosofia prima, ossia nei termini di una pragmatica trascendentale della comunità comunicativa linguistica o semiotica. Mentre Apel si orienta ai principi etici intrinseci al discorso come base di fondazione (ultima) di filosofia e scienza, Habermas ripiega, nel frattempo, sui giochi linguistici di una discorsività legata alla contingenza e non a presupposti di validità trascendentale.
In completa controtendenza rispetto alle filosofie del postmoderno, da Foucault a Derrida e Rorty, Apel insiste sulla possibilità di un’etica universalmente condivisibile. Quel che Apel cerca sono le condizioni di un’etica minima universalizzabile che sappia rispondere alle sfide di un mondo globalizzato e sempre più dipendente dalla tecnica. Come rispondere ai rischi (per esempio ecologici) di un mondo globalmente tecnicizzato senza un’etica comune, condivisa o condivisibile? Per Apel, la risposta a questa domanda può avvenire solo spostando la filosofia tradizionale sul piano della comunicazione e dell’argomentazione, perché è la comunità comunicativa, nella sua forma intersoggettiva e argomentativa, che apre alle condizioni di un’etica condivisibile universalmente e vincolante per tutti nel mondo.
In questo modo è possibile superare le difficoltà della comunicazione facendo leva non solo sul presupposto inaggirabile valido per ogni discorso basato sul rispetto reciproco dei possibili soggetti quali partner paritetici del discorso, ma anche sulla corresponsabilità che si assumono gli stessi partner del discorso in vista della soluzione dei problemi universali che interessano il presente e il futuro dell’umanità.
In una rete di richiami al pragmatismo di Peirce, all’ermeneutica gadameriana e alla filosofia analitica (in particolare la corrente di Austin e Searle), quel che Apel propone è una nuova originalissima architettonica di fondazione post-kantiana e post-metafisica della filosofia pratica.